Vai al contenuto

Alby sur Cheran

Zoom sulla regione

Come distinguere un prodotto veramente nuovo da una semplice innovazione sul mercato?

Distingere un prodotto veramente nuovo da un semplice miglioramento commercializzato come un'innovazione si basa su criteri precisi, non sull'intuizione. Il manuale di Oslo, riferimento…

Femme professionnelle comparant deux produits électroniques dans un studio de design pour évaluer leur degré d'innovation réelle

Distinguer un prodotto veramente nuovo da un semplice miglioramento commercializzato come innovazione si basa su criteri precisi, non sull’intuizione. Il manuale di Oslo, riferimento metodologico internazionale, fornisce una griglia di lettura che separa ciò che è nuovo per un’azienda da ciò che è nuovo per un intero mercato. Comprendere questa distinzione cambia il modo di valutare un’offerta, decidere un investimento o posizionare un lancio.

Griglia di lettura: prodotto nuovo per l’azienda o nuovo per il mercato

La confusione più frequente consiste nel presentare come una rottura ciò che esiste già presso diversi concorrenti. Il quadro del manuale di Oslo 2018 distingue due livelli di novità, e questa distinzione struttura le indagini statistiche nazionali sull’innovazione.

Criterio Nuovo per l’azienda Nuovo per il mercato
Riferimento di confronto Le offerte precedenti della stessa organizzazione Tutte le offerte disponibili sul mercato target
Esigenza di differenziazione Deve differire significativamente dal catalogo esistente dell’azienda Nessun concorrente offre un prodotto con funzionalità equivalenti
Messa a disposizione Il prodotto deve essere accessibile a potenziali utenti Il prodotto deve essere accessibile a potenziali utenti
Esempio concreto Un produttore di biciclette lancia il suo primo modello elettrico (già comune sul mercato) Un produttore introduce un sistema di frenata innovativo, assente da qualsiasi offerta concorrente
Qualificazione statistica Innovazione di prodotto (senso ampio) Innovazione di prodotto nuova per il mercato

Un prodotto può quindi essere qualificato come innovazione in senso contabile (idoneo a determinati dispositivi fiscali, ad esempio) senza rappresentare una novità per i consumatori. La novità per il mercato è l’unico criterio che attesta una reale rottura nell’offerta disponibile.

Questa tabella aiuta a porre la domanda giusta prima di qualsiasi analisi: rispetto a chi questo prodotto è nuovo? Se la risposta si limita all’azienda stessa, si parla di un recupero competitivo, non di un’innovazione di mercato. Diversi attori che esplorano l’universo imprenditoriale con Culture Entrepreneur dettagliano questa distinzione in un contesto di lancio di prodotto.

Analista di mercato che esamina rapporti e imballaggi di prodotti per distinguere una vera novità da una semplice iterazione commerciale

Messa a disposizione effettiva: il filtro che elimina le false innovazioni

Un criterio spesso trascurato separa un annuncio marketing da una vera innovazione: la messa a disposizione presso utenti potenziali. Un’idea, un brevetto depositato o un prototipo presentato in fiera non costituiscono un prodotto nuovo in senso del quadro internazionale.

Questo filtro ha conseguenze dirette per le aziende. Un comunicato stampa che descrive un concetto non è sufficiente. Una campagna di crowdfunding senza consegna effettiva neppure.

Perché questo criterio cambia l’analisi

Su molti mercati tecnologici, gli annunci di prodotti a volte precedono di diversi anni la commercializzazione. Nel frattempo, i concorrenti lanciano offerte simili. Il prodotto annunciato per primo non è necessariamente il prodotto nuovo sul mercato, perché non è mai stato messo a disposizione.

Per valutare un’offerta, tre verifiche concrete permettono di decidere:

  • Il prodotto è disponibile all’acquisto o all’uso da parte di clienti reali (non solo tester interni o partner)?
  • Esistono feedback documentati da parte degli utenti, o solo dimostrazioni controllate dal produttore?
  • Il prodotto è referenziato in circuiti di distribuzione accessibili al mercato target, o rimane confinato a un programma pilota chiuso?

Un prodotto che non supera questi tre filtri rimane allo stadio della promessa. Un’innovazione annunciata non è un’innovazione introdotta.

Differenziazione tecnica o riposizionamento marketing: come decidere

Il secondo tranello frequente riguarda i prodotti la cui novità si basa su un cambiamento di packaging, di nome commerciale o di posizionamento tariffario, senza modifica tecnica significativa. Il quadro del manuale di Oslo richiede che il prodotto differisca significativamente dalle offerte precedenti dell’azienda per essere qualificato come innovazione.

Ciò che “significativamente” implica in pratica

Un cambiamento di colore, di dimensione o di fascia di prezzo non costituisce un’innovazione di prodotto. Affinché una differenza sia significativa, deve riguardare le caratteristiche tecniche, i materiali, i componenti software, l’ergonomia d’uso o le prestazioni misurabili.

Questa esigenza permette di separare due categorie di offerte che coesistono su tutti i mercati:

  • Le estensioni di gamma (nuove declinazioni, edizioni limitate, rebranding) che sfruttano un prodotto esistente senza modificare le sue funzionalità fondamentali.
  • Le migliorie sostanziali che cambiano l’esperienza utente in modo verificabile: nuovo processo di produzione, funzionalità assente nella versione precedente, prestazione misurabile superiore su un criterio chiave.
  • Le creazioni ex nihilo che rispondono a un bisogno non coperto dall’offerta esistente sul mercato.

La distinzione tra queste tre categorie non è accademica. Essa determina l’idoneità a dispositivi come il credito d’imposta per innovazione (CII) in Francia, che mira specificamente alle aziende che progettano prodotti le cui prestazioni superiori allo stato dell’arte sono dimostrabili.

Due colleghi in un laboratorio di innovazione che confrontano prodotti su una lavagna per identificare ciò che costituisce una vera novità sul mercato

Valutare la novità di un prodotto: le domande da porsi prima di ogni lancio

I tre criteri analizzati (riferimento di confronto, messa a disposizione effettiva, differenziazione tecnica significativa) formano un filtro operativo applicabile a qualsiasi situazione. Per un’azienda che prepara un lancio, il processo consiste nel confrontare la propria offerta con ciascuno di questi filtri nell’ordine.

Il primo test riguarda il mercato: esiste già un prodotto con funzionalità equivalenti accessibile agli stessi utenti target? Se sì, il prodotto è nuovo per l’azienda, non per il mercato. Il secondo test riguarda la disponibilità: il prodotto è realmente messo a disposizione, o rimane allo stato di concetto? Il terzo test riguarda la sostanza: la differenza con l’offerta precedente si basa su caratteristiche tecniche verificabili o su un abbellimento commerciale?

Un prodotto che supera i tre filtri rappresenta un’innovazione di mercato in senso stretto. Un prodotto che supera solo uno o due può essere un buon prodotto, un lancio riuscito, una strategia commerciale pertinente, ma non un prodotto veramente nuovo nel senso in cui le indagini sull’innovazione e i dispositivi fiscali lo intendono. La rigorosità di questa griglia protegge tanto l’azienda che investe nella ricerca quanto il consumatore che valuta un’offerta.

Come distinguere un prodotto veramente nuovo da una semplice innovazione sul mercato?