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Device ID: a cosa serve l’identificativo univoco del tuo dispositivo connesso

Il termine Device ID comprende diverse realtà tecniche, che non hanno la stessa portata né lo stesso quadro giuridico. Ogni livello di identificazione risponde a…

Homme consultant les paramètres d'identifiant unique de son smartphone à son bureau

Il termine Device ID comprende diverse realtà tecniche, con portata e quadro giuridico differenti. Ogni livello di identificazione risponde a un’esigenza specifica: rete, hardware, pubblicità, gestione della flotta. Confondere questi livelli significa valutare male i rischi di tracciamento e le misure di protezione realmente disponibili.

IMEI, ICCID, IMSI: tre identificativi hardware da non confondere

Uno smartphone ha almeno tre identificativi legati alla rete mobile, e nessuno è intercambiabile con gli altri. L’IMEI identifica il dispositivo fisico, non l’utente né l’abbonamento. Rimane associato al dispositivo anche dopo la sostituzione della scheda SIM o del profilo eSIM.

L’ICCID, invece, è associato alla scheda SIM o al profilo eSIM. Permette all’operatore di riconoscere il supporto dell’abbonamento inserito nel dispositivo. L’IMSI identifica l’abbonato sulla rete, indipendentemente dal dispositivo utilizzato.

Questa distinzione ha conseguenze dirette. Bloccare un IMEI dopo un furto impedisce al dispositivo di connettersi alla rete, ma non protegge i dati dell’abbonato se la SIM viene rimossa. Per capire come ogni livello si articola con l’identificativo del prodotto (ID) in senso ampio, occorre ragionare per livelli anziché considerare un unico identificativo.

Donna in azienda che consulta l'identificativo univoco di un tablet connesso

Identificativo pubblicitario su Android e iOS: meccanismi e limiti effettivi

L’identificativo pubblicitario è il livello che la maggior parte degli utenti associa al Device ID, ma il suo funzionamento è radicalmente diverso da quello di un IMEI. Viene generato dal sistema operativo, non è inciso nell’hardware e, almeno in teoria, può essere reimpostato o eliminato.

Android: reimpostare o eliminare sono due operazioni distinte

Reimpostare l’identificativo pubblicitario Android assegna un nuovo codice, ma non interrompe il tracciamento. Le app che hanno già raccolto il vecchio identificativo possono incrociare altri segnali (account Google, indirizzo IP, impronta hardware) per ricostruire un profilo.

L’eliminazione dell’identificativo pubblicitario, disponibile nelle versioni recenti di Android, impedisce alle app di leggere questo codice. Distinguiamo chiaramente tra «impedire la lettura del codice» e «bloccare ogni forma di tracciamento»: un’app può continuare a raccogliere dati associati a un account utente o ad altri identificativi tecnici.

iOS: App Tracking Transparency non disattiva ogni forma di raccolta

L’impostazione App Tracking Transparency di Apple consente di negare alle app il tracciamento dell’attività tra app e siti di altre aziende. Il rifiuto riguarda un identificativo specifico (IDFA), non la raccolta dei dati nel suo complesso.

Un’app può comunque raccogliere dati nel proprio ambito, comprese informazioni sulla navigazione o sull’utilizzo. Il sistema Apple limita l’incrocio dei dati tra app, non la raccolta all’interno della singola app.

Consenso e normativa: il Device ID come strumento di tracciamento secondo la CNIL

Le norme francesi sui tracker prevedono, in linea di principio, il consenso preventivo prima di memorizzare o leggere un identificativo pubblicitario. Questo quadro si applica indipendentemente dal tipo di identificativo utilizzato per il tracciamento, compresi gli identificativi dei dispositivi impiegati a fini pubblicitari.

Il mancato rispetto dell’obbligo di consenso per i tracker può comportare sanzioni pecuniarie significative. Negli ultimi anni, i controlli condotti dalla CNIL hanno riguardato diverse app mobili per violazioni legate alla lettura di identificativi senza il consenso preventivo.

La distinzione tra identificativo hardware e identificativo pubblicitario ha qui rilevanza giuridica. Un IMEI utilizzato da un operatore per la gestione della rete non è soggetto allo stesso regime di un identificativo pubblicitario letto da un’app di terze parti per finalità di targeting.

  • L’IMEI e l’ICCID sono soggetti agli obblighi normativi in materia di telecomunicazioni e non richiedono lo stesso consenso previsto per un tracker pubblicitario
  • L’identificativo pubblicitario (GAID su Android, IDFA su iOS) è soggetto alle norme sul consenso preventivo quando viene utilizzato per il tracciamento tra app
  • Un identificativo di flotta (MDM) utilizzato in ambito professionale è soggetto alle norme del GDPR applicate ai dati dei dipendenti, sulla base di un presupposto giuridico distinto dal consenso

Vista dall’alto di un insieme di dispositivi connessi che illustra il concetto di Device ID

Device ID nella gestione della flotta: un uso professionale poco documentato

In un contesto di Mobile Device Management (MDM), il Device ID serve a registrare, configurare e proteggere da remoto i dispositivi aziendali. L’identificativo utilizzato non è necessariamente l’IMEI: le soluzioni MDM spesso generano un proprio identificativo di registrazione, associato alle politiche di sicurezza dell’organizzazione.

Nel MDM, il Device ID serve a controllare gli accessi, non a effettuare targeting pubblicitario. Permette di verificare che un dispositivo sia conforme (crittografia attiva, versione del sistema aggiornata) prima di concedergli l’accesso alle risorse aziendali.

Questo caso d’uso dimostra perché ridurre il Device ID a un semplice «numero di serie» o a uno strumento di tracciamento pubblicitario sia un errore di prospettiva. Lo stesso concetto comprende finalità, quadri giuridici e livelli di controllo da parte dell’utente completamente diversi.

Proteggere la propria privacy dagli identificativi dei dispositivi

Le possibilità di controllo variano a seconda del livello di identificazione interessato.

  • L’IMEI non può essere modificato dall’utente (e farlo è illegale nella maggior parte delle giurisdizioni). L’unica protezione consiste nel bloccare il dispositivo dopo il furto tramite l’operatore
  • L’identificativo pubblicitario Android può essere eliminato dalle impostazioni della privacy, impedendo alle app di leggerlo. La sola reimpostazione non basta a interrompere il tracciamento
  • Su iOS, rifiutare il tracciamento tramite App Tracking Transparency blocca l’accesso all’IDFA per ciascuna app, singolarmente
  • In ambito professionale, l’identificativo MDM è gestito dall’amministratore della flotta, non dall’utente finale

Nessuna singola impostazione copre tutti i livelli di identificazione. Eliminare l’identificativo pubblicitario non modifica né l’IMEI né l’ICCID. Rifiutare il tracciamento tra app non blocca la raccolta all’interno delle singole app. Ogni livello richiede un’azione distinta e alcuni restano fuori dalla portata dell’utente.

Device ID: a cosa serve l’identificativo univoco del tuo dispositivo connesso